Catania, è tempo di riflessioni ma occorre ripartire in fretta e con decisione
12-02-2026 15:06 -
Autore: Pier Andrea Aidala
A metà strada tra l’amaro pareggio interno contro il Cerignola e il match di Siracusa, a Catania è tempo di riflessioni. E’ indubbio che il tonfo di Potenza contro il Sorrento abbia palesato la presenza di ruggine negli ingranaggi. Ad essere posti sotto la lente d’ingrandimento, nelle ultime due settimane sono state sia alcune scelte durante il mercato di riparazione, sia la compilazione dell’undici iniziale in occasione delle ultime due sfide di campionato. Impossibile individuare con matematica certezza una sola ed inequivocabile ragione della “mini crisi” dell’elefante, ma il punto guadagnato negli ultimi due turni concede qualche spunto di analisi.
Del mercato si è detto e scritto molto tra dicembre e inizio febbraio. La società non ha esitato a completare numericamente il roster, ma se gli acquisti “telefonati” di Bruzzaniti e Miceli appaiono tutt’ora intelligenti nell’ottica di rafforzamento della squadra, altri movimenti non sembrano altrettanto lineari. Il discusso ingaggio di Ponsi va inserito nell’ambito dell’affare in prospettiva e solo il tempo ci dirà se la scommessa sarà vinta. Il sentore diffuso tuttavia è che il grave infortunio occorso a Di Gennaro abbia forzatamente cambiato i piani di Toscano, Pastore e soci. Probabilmente non sapremo mai se l’arrivo di Cargnelutti abbia di fatto spento ogni possibilità di puntare a un centrocampista in grado di sfoggiare spada e fioretto e dare maggiore imprevedibilità alla manovra etnea. Di Noia rappresenta una certezza per la categoria, ma in una mediana gonfia di interdittori un profilo capace di verticalizzare e velocizzare il gioco avrebbe risolto molti grattacapi al mister rossazzurro, specie nelle partite bloccate.
Tali elementi, fatti di sola teoria, hanno però trovato riscontro proprio durante le ultime due sfide di campionato. Tralasciando eventuali errori di formazione o incapacità di mutare assetto tattico se non per brevi frangenti di gioco, sia contro i campani che contro i pugliesi il Catania è stato assolutamente leggibile dagli avversari. Lo spartito ormai classico prevede palla quasi sempre in orizzontale, gioco prevalentemente affidato alle folate offensive degli esterni di centrocampo e trequartisti più avvezzi a rinculare e prendere palla piuttosto che inserirsi tra le linee. Come se non bastasse, al momento il maggiore investimento della campagna di rafforzamento etnea, Bruzzaniti, è relegato in panchina per almeno 60 minuti, allo stesso modo di Caturano e Lunetta, entrambi apparsi più vivaci di Forte e D’Ausilio. Il mancato utilizzo di Cargnelutti, poi, sconfessa quasi il mercato effettuato a gennaio e suscita numerose perplessità.
Eppure, non tutto è nero quanto la classifica suggerirebbe. Si, il Benevento è in fase di fuga e il momentaneo meno otto spaventa e non poco l’ambiente etneo. In una situazione simile l’unica strada non può che essere ricompattarsi e smettere di guardare la graduatoria. Ciò che conforta è che anche nel girone d’andata, a seguito della batosta di Cosenza, assestato il colpo il Catania ha inanellato una serie importante di risultati facendo proprio leva sul gruppo. Replicare tale situazione sarà fondamentale, sia per provare a rosicchiare punti alla strega, sia per mantenere distanziati i granata salernitani. Ritrovare certezze e diradare le nubi sarà l’imperativo categorico dell’equipe rossazzurra. Al di là degli inciampi e delle mancate prove di maturità, di certo il Catania ha una rosa ed uno staff tecnico capaci di superare il momento e proporsi prepotentemente per la promozione, anche se essa dovesse per bravura altrui passare per la lotteria del playoff.
Le due mosse cruciali saranno a questo punto migliorare l’asfittico rendimento esterno, che più di ogni altra cosa sta tarpando le ali del gruppo etneo, e ripristinare cattiveria agonistica e compattezza essenziali per trovare nuova linfa, assieme a soluzioni alternative e meno leggibili in campo. Toscano dovrà tornare il cannibale invidiato da altre piazze e smentire chi imputa quasi solamente a lui i mancati risultati. I calciatori, d’altro canto, dovranno smaltire le tossine accumulate e ritrovare energia soprattutto mentale per il rush finale.
La missione primo posto è difficilissima, occorre ammetterlo, ma finché la matematica non sarà contraria ai colori rossazzurri bisognerà tentare l’impresa. Per la piazza e i tifosi, per la società e il Presidente Pelligra che continua a investire e far crescere il club o, più semplicemente, come intona uno storico coro delle curve, “per l’onore di Catania”.