Il Catania tra infortuni, mercato e reazione dopo la sconfitta
02-02-2026 08:16 -
Autore: Redazione
Secondo quanto riportato da La Sicilia, dal piano originario, costruito con equilibrio, si sono via via persi Aloi, poi Cicerelli, successivamente Di Gennaro e – auspicabilmente solo per pochi giorni ancora – anche Di Tacchio. È venuta meno così la spina dorsale della squadra, il punto di riferimento tra difesa, centrocampo e attacco. Il Catania, che insieme al direttore sportivo Pastore aveva portato avanti una campagna acquisti discreta ma molto produttiva, si è trovato costretto a intervenire per rimediare. Il mercato invernale offre opportunità interessanti, ma spesso tra occasioni a basso costo e nomi di richiamo non sempre si scovano giocatori di livello assoluto.
Non era nelle intenzioni del Catania stravolgere l’organico e infatti non lo ha fatto. Ha agito come di consueto con tempestività, investendo le risorse messe a disposizione da Ross Pelligra per colmare le lacune emerse. Sono arrivati Bruzzaniti, Miceli, Cargnelutti, Di Noia e Ponsi, elementi valutati idonei sia dal punto di vista tecnico sia umano per il percorso intrapreso dal club. Sulle motivazioni non c’è bisogno di aggiungere molto: chi sceglie questa piazza sa di giocarsi un’opportunità determinante per la propria carriera.
Adeguarsi al ritmo di una Serie C vissuta ai vertici è allo stesso tempo immediato e complesso, a seconda della prospettiva. Catania è una realtà che pretende risultati ma che sa anche esaltarti se conquisti una vittoria all’ultimo secondo, come contro la Cavese. Conta soprattutto il punteggio finale. Una squadra di valore deve essere capace di superare le difficoltà e di ripartire subito, gestendo nel modo corretto una sconfitta.
Ora è arrivato il momento di parlarsi chiaramente nello spogliatoio. Un confronto è inevitabile, anzi necessario. Meglio discutere apertamente e risolvere i problemi piuttosto che lasciare spazio a silenzi carichi di tensione e malumori.
Contro il Trapani tornerà Casasola, e questo rappresenta già un segnale positivo. Tuttavia il Catania non può dipendere da un singolo calciatore. In difesa serviranno alcuni aggiustamenti: nelle ultime due partite sono stati inseriti nuovi interpreti che devono ancora trovare l’intesa giusta, contando anche sul lavoro in fase difensiva dei centrocampisti. Di Tacchio resta insostituibile, mentre Corbari è un profilo valido che non merita critiche, perché garantisce sempre impegno massimo, pur avendo caratteristiche diverse. A 35 anni, Di Tacchio resta una pedina fondamentale, e questo è ben chiaro a Toscano e alla società.
Quando rientrerà, potrà assicurare nuovamente quell’apporto fatto di grinta e intensità. Il reparto arretrato recupererà progressivamente Ierardi, tra i migliori nella prima parte della stagione. Pieraccini è disponibile, ma l’operazione alla mano incide ancora sulla corsa e sui contrasti. Saranno decisive le valutazioni dello staff sanitario.
Al di là dei singoli, è condivisibile quanto detto da Toscano: “si vince tutti, si perde tutti”. In questo “tutti” rientrano dirigenti, stampa e tifosi. Chi vuole comprendere davvero la situazione deve evitare reazioni eccessive e sensibilità fuori luogo già di prima mattina.
Il tecnico continua comunque a essere bersaglio di una parte della tifoseria, soprattutto sui social più che allo stadio. Gli si rimprovera l’assenza di un vero regista, i continui cambi in difesa – lui che è considerato un allenatore prudente – e una mancanza di gioco. In Serie C però spesso la battaglia prevale sull’estetica.Se le prestazioni contro Monopoli, Crotone, Cavese e Cosenza sono state accettate, lo stesso criterio dovrebbe valere anche dopo Sorrento.Lontano dal Massimino il rendimento è diverso, ma questo equilibrio deve essere costruito insieme: dirigenza, squadra e allenatore.
Oggi il gruppo riprende gli allenamenti dopo aver assistito ieri alla rimonta clamorosa del Benevento, capace di trasformare l’1-3 in 4-3 contro l’Atalanta Under 23 con il gol decisivo all’89’. Un segnale forte lanciato a tutte le concorrenti. In origine non era previsto che il Catania affrontasse il Trapani sabato: il programma di lavoro era stato impostato sul turno di riposo forzato prima di una serie ravvicinata di impegni. La società ha dovuto modificare i piani. Tutti sono rientrati in Sicilia, ma resta la perplessità per la comunicazione della Lega arrivata appena dieci minuti prima dell’inizio di una gara di campionato. Scelta dettata da efficienza o da confusione organizzativa? Meglio non avanzare sospetti. In fondo, una squadra davvero solida riesce a superare anche questi ostacoli.