Catania, pagelle amare a Potenza: difesa in crisi e blackout mentale
31-01-2026 16:52 -
Autore: Andrea Mazzeo
La sconfitta del Catania contro il Sorrento al Viviani di Potenza non è soltanto un passaggio a vuoto nel risultato, ma il segnale di una prestazione complessivamente fragile e disordinata. Dopo un avvio brillante, culminato con il gol immediato di Forte, la squadra rossazzurra si è progressivamente spenta, lasciando spazio a un avversario più reattivo e concreto. Le difficoltà sono emerse soprattutto in fase difensiva e nella gestione del possesso, con un centrocampo incapace di proteggere il reparto arretrato e un attacco che, tolto l’episodio iniziale, ha prodotto troppo poco. Una partita che impone una riflessione seria, anche attraverso l’analisi delle prove individuali. Nel complesso emerge una prestazione collettiva insufficiente: difesa fragile, centrocampo poco creativo e attacco che vive solo di fiammate individuali. Il Catania segna e poi si spegne, mostrando un’involuzione preoccupante. Una gara che deve servire da monito, perché certi blackout non sono compatibili con ambizioni di vertice.
DINI 5,5 – Non ha responsabilità dirette sui gol subiti, ma incassa tre reti senza riuscire a compiere interventi realmente decisivi. Spesso esposto dalle incertezze difensive, dà comunque la sensazione di non riuscire mai a trasmettere sicurezza al reparto.
CARGNELUTTI 4 – Esordio dal primo minuto estremamente negativo. Va spesso in difficoltà nelle letture difensive, perde duelli e sbaglia diversi appoggi elementari. Mai realmente in partita.
MICELI 4 – Prestazione piena di affanni. Arriva quasi sempre in ritardo sugli interventi, soffre la mobilità di Sabbatani e rischia anche il cartellino rosso. Le sue incertezze pesano sul risultato. (Dal 61’ IERARDI 5,5 – Entra per dare maggiore solidità ma può fare poco in una gara già compromessa. Prova almeno a portare ordine e qualche uscita palla al piede, senza errori gravi).
CELLI 4,5 – Giornata complicata anche per lui. Sbaglia posizionamenti e appoggi semplici, mostrando difficoltà nel coordinarsi con i compagni di reparto. Poco lucido nei momenti chiave.
RAIMO 5 – Chiamato a sostituire Casasola, non riesce a garantire la stessa spinta sulla fascia. Poco incisivo in fase offensiva e spesso in difficoltà quando deve difendere. (Dal 59’ DONNARUMMA 5 – Il suo ingresso dovrebbe dare maggiore profondità, ma resta ai margini della partita. Non riesce mai a creare reali problemi alla difesa avversaria).
QUAINI 5,5 – Mette impegno e personalità, ma commette numerosi errori in impostazione. I suoi palloni persi rallentano la manovra e favoriscono le ripartenze del Sorrento.
CORBARI 5 – Una delle prove più opache della stagione. Fatica a tenere il ritmo del centrocampo avversario e perde diversi palloni sanguinosi, mettendo in difficoltà i compagni. (Dal 46’ DI NOIA 5,5 – Porta un po’ più di dinamismo rispetto a Corbari, ma senza incidere realmente. La sua presenza migliora leggermente la circolazione, senza però cambiare l’inerzia del match).
LUNETTA 5,5 – Tra i pochi a salvarsi ma non a raggiungere la sufficienza. Serve l’assist per il gol di Forte e prova a spingere con continuità sulla fascia sinistra. Spesso isolato, predica nel deserto (Dal 69’ CATURANO 4,5 – Doveva essere l’uomo della rimonta, invece sbaglia una clamorosa occasione nel finale che avrebbe potuto riaprire la partita. Poco lucido e poco concreto).
JIMENEZ 5 – Prova a creare superiorità con il dribbling, ma resta isolato e senza appoggi. Le sue iniziative si spengono contro una difesa ben organizzata. (Dal 59’ BRUZZANITI 5,5 – Porta vivacità e movimento, ma senza trasformare l’impegno in vere occasioni. Qualche spunto interessante, poca incisività).
D’AUSILIO 5 – Sempre controllato da più avversari, fatica a trovare spazi tra le linee. Qualche giocata pulita, ma nel complesso una gara anonima. Sparisce di pari passo con il resto della squadra.
FORTE 5,5 – Illude tutti con il gol iniziale e resta uno dei pochi a crederci fino alla fine. Lotta, si muove molto e prova a tenere viva la squadra, ma nel secondo tempo paga la confusione generale e la frenesia.