Catania, tre sberle dal Sorrento: vantaggio illusorio, poi sparisce dal campo

31-01-2026 16:35 -

Autore: Andrea Mazzeo

La caduta del Catania sul campo neutro di Potenza contro il Sorrento rappresenta molto più di una semplice sconfitta per 3-1. È il racconto di una squadra che illude, si compiace del vantaggio iniziale e poi si smarrisce completamente, perdendo compattezza, lucidità e soprattutto personalità. Davanti a circa 400 tifosi rossazzurri accorsi con entusiasmo, la prestazione si trasforma in un pomeriggio amaro, segnato da errori individuali, scelte tecniche discutibili e da una preoccupante incapacità di reagire agli eventi della gara.

L'avvio è di quelli che fanno sperare. Il Catania entra in campo con aggressività e al primo vero affondo passa in vantaggio: Lunetta inventa sulla trequarti e serve Forte, che deposita in rete con freddezza il pallone dell'1-0. Un gol che sembra indirizzare la partita e che invece diventa l'inizio di un'involuzione improvvisa. Dopo il vantaggio, la squadra di Toscano arretra il baricentro, perde intensità e smette di gestire il pallone con ordine. Il Sorrento, ordinato e determinato, prende coraggio e inizia a mettere a nudo tutte le fragilità difensive degli etnei.

Il pareggio arriva come conseguenza naturale di un blackout collettivo: Sabbatani viene lasciato colpevolmente solo in area dopo una discesa sulla sinistra, e ha tutto il tempo di battere Dini senza opposizione. È il primo segnale di una difesa in confusione, incapace di comunicare e di leggere le situazioni. La coppia centrale inedita, formata da Cargnelutti e Miceli, non trova mai intesa: i due finiscono spesso per sovrapporsi, aprendo varchi pericolosi e dando l'impressione di una retroguardia fragile e insicura. Pochi minuti dopo, un'altra incertezza permette a Crecco di inserirsi e firmare il gol del sorpasso. Nel giro di tredici minuti, tra il pareggio e la rete del 2-1, il Catania passa dall'illusione al disorientamento totale.

La reazione è confusa e affidata a iniziative individuali. Forte, Jiménez e D'Ausilio provano a scuotere la squadra, ma senza precisione negli ultimi metri. Il centrocampo non riesce a costruire gioco né a sostenere l'azione offensiva, mentre le fasce risultano improduttive. L'assenza di Casasola sulla destra pesa enormemente: i sostituti non garantiscono spinta né qualità, rendendo la manovra prevedibile e povera di soluzioni. Il primo tempo si chiude con un Catania in difficoltà e un Sorrento che, oltre al vantaggio, dà la sensazione di avere il controllo emotivo della partita.

Nella ripresa Toscano tenta di cambiare l'inerzia con una serie di sostituzioni, inserendo forze fresche per dare energia e maggiore peso offensivo. L'atteggiamento è più volitivo, ma resta sterile. I rossazzurri spingono senza costruire occasioni realmente pulite, sbattendo contro l'organizzazione difensiva dei campani e contro i propri limiti di lucidità. Le proteste per il contatto tra Miceli e Sabbatani, valutato al Football Video Support, restano l'episodio più acceso di un secondo tempo povero di vere svolte per il Catania. La pressione finale non produce risultati: mancano cattiveria, precisione e idee.

Quando la squadra etnea si sbilancia in avanti alla ricerca disperata del pareggio, arriva il colpo definitivo. Ricci trova il sinistro all'incrocio dei pali che vale il 3-1 e chiude la partita. Ancora una volta la difesa rossazzurra si fa sorprendere, lasciando spazio e tempo a un avversario che non sbaglia. È il gol che certifica una sconfitta maturata più per i demeriti del Catania che per lo strapotere del Sorrento, bravo comunque a sfruttare ogni errore con lucidità.

Il risultato pesa anche per il contesto. Dopo sette vittorie e due pareggi, si interrompe una lunga serie positiva e si regala terreno prezioso a Benevento e Salernitana. Il Sorrento, invece, torna al successo dopo due sconfitte consecutive e risale in classifica, dimostrando solidità mentale e organizzazione. Per il Catania resta l'amarezza di una partita che sembrava in controllo e che invece si è trasformata in un'autentica lezione di cinismo.

Ciò che preoccupa maggiormente non è il punteggio, ma il modo in cui è arrivato. Una squadra che segna e poi si spegne, che si specchia nel proprio vantaggio e perde equilibrio, che mostra fragilità lontano dal Massimino e una preoccupante tendenza all'autolesionismo. Le scelte tecniche, alcune forzate e altre meno, non hanno prodotto le risposte attese. La sensazione è quella di un gruppo che, davanti alla prima difficoltà, smarrisce certezze e ordine.

La sconfitta di Potenza impone una riflessione profonda. Non solo sugli errori difensivi e sulla sterilità offensiva, ma soprattutto sull'atteggiamento mentale. Perché perdere può capitare, ma farlo dopo aver illuso i propri tifosi e senza una reazione vera è ciò che lascia più interrogativi. Il Catania esce dal Viviani con una certezza scomoda: se non ritroverà equilibrio, solidità e fame, il rischio è quello di continuare a farsi male da solo. E questo, in un momento cruciale della stagione, è un lusso che non può permettersi.

TABELLINO
SORRENTO-CATANIA 3-1


MARCATORI: 5' Forte (C), 13' Sabbatani (S), 26' Crecco (S), 90' Ricci (S).

SORRENTO (3-4-2-1): Del Sorbo; Solcia, Di Somma, Colombini; Paglino (79' Shaw), Capezzi (79' Tonni), Cuccurullo, Crecco; Ricci, Esposito (75' Potenza); Sabbatani (97' Bernabeo). A disp.: Harrasser, D'Aniello, Milan, Matera, Riccardi, Vilardi, Cangianiello. All.: Serpini
CATANIA (3-4-2-1): Dini; Cargnelutti, Miceli (61' Ierardi), Celli; Raimo (59' Donnarumma), Corbari (46' Di Noia), Quaini, Lunetta (69' Caturano); Jimenez (59' Bruzzaniti), D'Ausilio; Forte. A disp.: Bethers, Allegretto, Pieraccini, Ponsi, Rolfini. All.: Toscano
ARBITRO: Davide Gandino (Alessandria)
AMMONITI: Solcia, Del Sorbo, Potenza (S), Miceli (C).