EDITORIALE – Catania maturo e solido: il duello col Benevento resta aperto
26-01-2026 08:19 -
Autore: Andrea Mazzeo
Il successo contro il Cosenza va letto come qualcosa che supera il semplice risultato di 2-0. Il Catania non ha soltanto vinto una partita: ha ribadito la propria candidatura al ruolo di protagonista assoluto di questo campionato, mostrando una volta che la corsa al primato non è frutto di un caso ma di un percorso costruito con metodo, identità e continuità. Nel duello sempre più serrato con il Benevento, ogni domenica diventa un capitolo di una sfida a distanza che mette alla prova nervi, solidità e convinzioni. E il Catania, in questo momento, sembra avere tutte le caratteristiche di una squadra che sa reggere il peso delle aspettative.
La partita contro il Cosenza ha raccontato soprattutto di una squadra padrona della situazione. Non è stata una gara brillante per spettacolo continuo, ma una prova di controllo, gestione e maturità. Il Catania ha scelto di non concedere nulla prima ancora di pensare a colpire. Ha costruito il successo su una struttura solida, su distanze corte tra i reparti e su una capacità evidente di leggere i momenti del match. Questo è forse il segnale più importante: non si vince solo con il talento, ma con la lucidità. E la lucidità è ciò che distingue le squadre che lottano per salire di categoria da quelle che restano intrappolate nelle proprie ambizioni.
Il gol di Jimenez non è stato soltanto un episodio tecnico, ma il simbolo di un’idea di gioco che ormai è chiara. Il Catania sa dove vuole portare la palla, sa come muoversi senza di essa e sa trasformare la pressione in occasioni. Jimenez, in questo senso, è diventato il termometro della squadra: quando accende la manovra, tutto il sistema funziona. Attorno a lui si muove un gruppo che ha imparato a fidarsi del proprio calcio, senza forzare, senza ansia, senza quella frenesia che spesso accompagna le squadre obbligate a vincere.
Il raddoppio di Lunetta ha avuto un valore ancora più profondo. Non solo perché ha chiuso la partita, ma perché ha certificato un principio che Toscano sta portando avanti da settimane: questa squadra non dipende da un solo uomo. Segna chi entra, decide chi subentra, risponde chi viene chiamato in causa. È la fotografia di un collettivo che cresce e che ha assimilato una mentalità comune. Ed è proprio questo che rende il Catania credibile nella lunga corsa con il Benevento, una corsa che non si vincerà con una fiammata, ma con la continuità.
C’è poi un altro aspetto che la partita contro il Cosenza ha messo in evidenza: la capacità di non soffrire inutilmente. Il Catania non ha mai dato l’impressione di essere in affanno, nemmeno quando gli ospiti hanno provato ad alzare il ritmo. La difesa ha lavorato con ordine, il centrocampo ha schermato, il portiere è intervenuto quando serviva. Senza clamore, senza eroismi, ma con quella normalità che è tipica delle squadre sicure di sé. È una normalità che vale oro in un campionato come la Serie C, dove spesso le partite si sporcano e si decidono su episodi emotivi più che tecnici.
In questo scenario, la sfida con il Benevento assume i contorni di un confronto psicologico prima ancora che sportivo. Ogni vittoria è un messaggio, ogni passo falso può diventare un macigno. Il Catania, però, sta dimostrando di saper convivere con la pressione del primato. Non cerca scorciatoie, non si rifugia nel calcolo, ma continua a giocare con un equilibrio tra prudenza e ambizione che è il vero segno di maturità.
Il Massimino, in tutto questo, non è solo uno stadio: è un acceleratore emotivo. La squadra sembra trarre forza dal proprio pubblico, ma allo stesso tempo restituisce certezze. Si crea un circolo virtuoso in cui fiducia e risultati si alimentano a vicenda. È un elemento che pesa e peserà, soprattutto quando la stagione entrerà nella fase decisiva e ogni punto avrà un valore doppio.
Ora, però, non è il tempo delle celebrazioni. È il tempo della concentrazione. Perché la vittoria sul Cosenza non è un traguardo, ma una tappa. La testa si sposta subito al prossimo impegno, quando sabato il Catania si recherà sul “neutro” del Viviani di Potenza per affrontare il Sorrento, mentre domenica il Benevento giocherà a Caravaggio contro l’Atalanta U23 sapendo già il risultato dei rossazzurri. È qui che si misura la forza delle squadre che vogliono davvero vincere: nella capacità di trasformare una bella domenica in un’altra prova di maturità.