Caturano decisivo e leader: il Catania si stringe e sogna in grande
20-01-2026 09:17 -
Autore: Redazione
Secondo La Sicilia, l’abbraccio nello spogliatoio dopo il 2-1 di Monopoli è stato lungo, sincero, quasi impossibile da sciogliere. Un momento collettivo che racconta più di mille analisi tattiche. "Questi momenti fortificano", ha detto Salvatore Caturano a fine gara, sintetizzando lo spirito di un gruppo sempre più compatto. E il backstage, quello che non tutti hanno visto, è proseguito con l’arrivo immediato dei dirigenti Grella, Zarbano e Pastore nello spogliatoio rossazzurro: complimenti veri, non di circostanza, sentiti e partecipati dopo una vittoria pesante.
Il giorno successivo, lo stesso clima si è respirato anche durante il rientro in Sicilia. All’aeroporto, prima del volo reso complicato dal vento, i giocatori sono diventati il centro dell’attenzione. Caturano, protagonista in campo, lo è stato anche fuori: sorrisi, selfie con i tifosi di passaggio a Bari e qualche battuta affettuosa, prima dell’atterraggio a Catania e del rientro in sede con i compagni per poi godersi una giornata di riposo.
Anche a freddo, le parole dell’attaccante restano un inno alla concretezza e alla fratellanza: "Siamo lì, lottiamo. La classifica la guardiamo eccome, perché abbiamo un obiettivo chiaro: vincere. Se siamo primi, vuol dire che stiamo seguendo la strada giusta". Un messaggio netto, in controtendenza rispetto a chi tende a minimizzare la posizione in graduatoria.
C’è poi una costante che accompagna la stagione di Caturano: i finali di gara. Era successo a Giugliano con il gol al 90’, si è ripetuto in maglia rossazzurra contro la Cavese e ancora a Monopoli, con la rete decisiva nel recupero. Tre episodi che disegnano una zona ben precisa del campo e del tempo: quella decisiva. Ma il centravanti guarda oltre se stesso: "In allenamento siamo tutti responsabilizzati dalle scelte del mister. C’è spazio per l’intero gruppo ed è così che ci aiutiamo e ci sosteniamo a vicenda".
Dal digiuno iniziale al ritorno al gol, passando per critiche e voci di mercato mai fondate, Caturano non ha mai perso equilibrio: "Un attaccante vive per il gol, ma sono sempre rimasto sereno grazie al sostegno della società, dell’allenatore, dei compagni e dei tifosi. A Monopoli sono corso subito sotto il settore ospiti proprio per questo: volevo ricambiare l’affetto".
A 35 anni ha realizzato il sogno di giocare a Catania, una piazza che sente sua anche per motivi personali, ma soprattutto una realtà con ambizioni chiare: "Vogliamo tutti il bene del Catania. Questa è una città che non può restare in Serie C. Lottiamo con umiltà, senza esaltazioni, ma senza nasconderci. Rappresentiamo una città con storia, un club con un pubblico da categorie superiori e una società che ha programmato bene".
Sul piano fisico non ci sono dubbi: "Sto bene. All’inizio ho avuto qualche acciacco, ma adesso è tutto superato. Sono a disposizione, che sia per un minuto o per novanta".
Domenica al Massimino arriva il Cosenza e lo stadio va verso il tutto esaurito. Il Catania continua la sua corsa in vetta, ribaltando pronostici e momenti critici. Una vittoria che rafforza certezze e prospettive. E chissà che, ancora una volta, non sia proprio il finale a regalare un altro sorriso a Caturano. Anche oltre il 90’.