Catania, via i cattivi pensieri: imparare dagli errori e crederci è d’obbligo

08-01-2026 11:51 -

Autore: Pier Andrea Aidala

E’ un inizio di 2026 particolare, quello del Catania. In altre annate questi giorni sarebbero costantemente stati scanditi dalla ricerca di notizie di mercato, quasi a voler relegare gli impegni di campo in secondo piano. Oggi la situazione è diametralmente opposta e malgrado le trattative e le indiscrezioni siano un incessante rumore di fondo, la priorità di tutto l’ambiente rimane il rettangolo verde.

L’elefante ha salutato il nuovo anno con un pareggio amaro in quel di Foggia, vedendosi soffiare almeno momentaneamente la vetta dal Benevento. Gli attenti osservatori delle gare disputate allo Zaccheria e al Vigorito avranno notato come nessuna delle due “corazzate” del Girone C abbia espresso un gioco convincente. Eppure, se da una parte gli etnei hanno visto i propri ingranaggi incepparsi nel tentativo di rimonta, i ragazzi di Floro Flores seppur con fatica hanno acciuffato i tre punti nelle battute finali. Proprio l’incapacità sin qui di vincere le gare a seguito di uno svantaggio iniziale, unitamente all’insoddisfacente rendimento esterno, stanno tarpando le ali ad un Catania che continua ad apparire come la squadra maggiormente completa del girone.

Il rendimento in trasferta recita 1,4 punti a partita, troppo poco per chi avrebbe i mezzi per mordere al collo i propri avversari anche a domicilio. Le ragioni del calo lontano dal Massimino potrebbero essere molteplici, dall’atteggiamento a volte eccessivamente prudente, alla mancanza di cinismo, lucidità e cattiveria nei metri finali. 11 gol realizzati in trasferta, 1,1 a partita, non possono bastare a fronte dei 10 palloni raccolti dal fondo della rete. Fuori dalle mura amiche il Catania stenta a segnare, o deve quantomeno produrre una miriade di azioni offensive prima di bucare l’estremo difensore avversario, e subisce mediamente un gol a gara. I numeri non descrivono appieno le ragioni di un malanno, ma suggeriscono alcuni aspetti su cui intervenire.

Di sicuro mister Toscano e il suo staff proveranno a invertire il trend poiché in un torneo così equilibrato ogni dettaglio, ogni misero punticino raggranellato, potrà influire sulla classifica finale. Intanto, è già tempo di pensare al prossimo impegno contro la Cavese, domenica alle 14:30 al Massimino. La classifica direbbe che si tratta di uno scontro impari, ma il Catania ha dimostrato di soffrire i match in cui l’avversario si schiera prevalentemente in difesa e data la sete di punti in ottica salvezza è prevedibile che i campani giungano ai piedi dell’Etna con un atteggiamento quantomeno prudente. Toscano dovrà fare i conti con le assenze del reparto arretrato, il quale sarà privo dello squalificato Celli e probabilmente anche degli acciaccati Ierardi e Allegretto. Sulla trequarti recupererà Lunetta, reparto che potrebbe vedere l’esordio di Bruzzaniti in casacca rossoazzurra in attesa di buone nuove sul fronte rinnovo contrattuale di Kaleb Jimenez.

Qualunque sarà l’undici schierato dal tecnico, ritornare alla vittoria sarà cruciale, in un turno che vedrà il Benevento far visita alla Casertana terza in graduatoria in un derby molto sentito dalle parti della Reggia e lo scontro d’alta classifica tra Salernitana e Cosenza. Di pari passo, tra la preparazione della partita e i tentativi di svuotare l’infermeria dello staff tecnico e medico, il DS Pastore lavora per rafforzare la rosa etnea. Tanti nomi, poche certezze se non quella di non poter sbagliare. Finora ogni tassello è stato collocato al posto giusto, ragion per cui occorre mantenere alta la fiducia nonostante qualche lieve passo falso in campo.

La stagione è ancora lunga e Gennaio cambierà il volto delle contendenti alla vetta. Crederci e ingranare le marce alte con costanza sarà la chiave per spuntarla ad Aprile e regalare al club e ai tifosi ciò che compete all’elefante. Il Catania c’è e non sarà certo un amaro pareggio in terra pugliese a smorzare le ambizioni di squadra e ambiente.