Catania-Cavese, dal colpo dell’andata al fattore Massimino
08-01-2026 08:52 -
Autore: Redazione
Domenica 11 gennaio 2026, alle 14.30, il “Massimino” riapre le porte alla corsa del Catania con la Cavese, gara valida per la 21ª giornata del girone C di Serie C. In un campionato che si sta decidendo sui dettagli, l’incrocio con i metelliani arriva in un momento in cui la classifica impone continuità: il Benevento è davanti a 44 punti, il Catania insegue a 42 dopo 20 giornate.
Il parallelismo con l’andata è inevitabile, perché quel Cavese-Catania 0-1 dell’estate scorsa ha detto molto del profilo che Toscano voleva dare alla sua squadra. A Cava de’ Tirreni, nello stadio “Simonetta Lamberti”, bastò un episodio nella ripresa: gol di Forte al 54’, partita portata a casa con concretezza e gestione, senza concedere margini nel finale. Fu una vittoria “di misura” solo nel punteggio: sul piano del messaggio, invece, pesò parecchio, perché certificò che il Catania poteva vincere anche lontano da casa senza dover necessariamente trasformare ogni gara in un assedio.
Oggi lo scenario è diverso, ma il tema resta lo stesso: essere efficaci. La Cavese arriva al “Massimino” con l’urgenza di muovere la classifica e con la consapevolezza che, all’andata, il margine tra restare in partita e uscirne a mani vuote fu sottile. Il Catania, invece, si presenta con un punto di forza che sta diventando un marchio: la dimensione casalinga. I numeri interni sono da capolista, con un rendimento altissimo e, soprattutto, con un dato che continua a impressionare: al “Massimino” la porta è rimasta inviolata nelle dieci gare giocate fin qui.
È qui che il confronto con l’andata si fa interessante. A Cava servì pazienza, perché era una trasferta da leggere e “sporcare” al momento giusto; domenica, davanti al proprio pubblico, la tentazione naturale sarà alzare subito i giri e indirizzare la partita. Ma Toscano sa che le gare contro chi lotta nella parte bassa spesso richiedono equilibrio ancora maggiore: sono partite in cui l’avversario tende a compattarsi, a cercare l’episodio e a trascinare la gara su ritmi intermittenti. In questo senso, l’andata è una traccia utile: un gol può bastare, a patto che la squadra resti ordinata e continui a concedere poco.
In un turno che può incidere anche psicologicamente sulla corsa al vertice, al Catania servirà la versione più matura: quella capace di unire intensità e controllo, senza trasformare l’urgenza di vincere in frenesia. Con due punti da recuperare sulla vetta e un “Massimino” che finora ha funzionato da acceleratore, l’obiettivo è chiaro: replicare lo spirito dell’andata, ma con l’ambizione di far pesare, ancora una volta, la legge di casa.