Catania-Foggia, dal 6-0 dell’andata alla prova Zaccheria
01-01-2026 10:53 -
Autore: Redazione
Alla vigilia del ritorno in programma domenica 4 gennaio alle 12:30 allo stadio Zaccheria, il ricordo della prima giornata d’andata tra Catania e Foggia torna inevitabilmente alla mente. Era il 24 agosto e il debutto stagionale dei rossazzurri si trasformò in una vera e propria dichiarazione d’intenti: un 6-0 netto, perentorio, che accese subito l’entusiasmo del Massimino e lanciò un segnale forte a tutto il girone C. Oggi il contesto è diverso, il palcoscenico sarà quello dello Stadio Pino Zaccheria, e la sfida si preannuncia decisamente più complessa, anche se i satanelli arrivano all’appuntamento in una fase delicata della loro stagione.
Quella sera d’estate, però, il Catania non poteva chiedere di meglio. L’esordio in campionato fu un monologo rossazzurro, costruito sin dai primi minuti con intensità, qualità e un’aggressività che il Foggia non riuscì mai realmente a contenere. Il vantaggio arrivò quasi subito, con il rigore trasformato con freddezza da Cicerelli, episodio che aprì la strada a una gara giocata costantemente nella metà campo ospite. La squadra di Toscano mostrò subito identità e organizzazione, abbinando solidità difensiva a una manovra fluida e verticale.
Il primo tempo fu un crescendo continuo. Le accelerazioni di Casasola sulla corsia destra misero ripetutamente in difficoltà la retroguardia rossonera, mentre in mezzo al campo Corbari garantiva inserimenti e dinamismo. Il raddoppio di Donnarumma, nato ancora da un’azione sviluppata sull’esterno, consolidò il dominio etneo, prima che Ierardi e Forte, entrambi dal dischetto e da palla inattiva, fissassero il parziale sul 4-0 già prima dell’intervallo. Il Foggia provò a reagire a tratti, ma apparve schiacciato dal ritmo e dalla qualità del Catania, incapace di trovare continuità offensiva.
Nella ripresa, nonostante il largo vantaggio, l’atteggiamento dei rossazzurri non cambiò. Toscano gestì le rotazioni senza abbassare l’intensità, ottenendo risposte importanti anche dalla panchina. I subentrati portarono freschezza e fame, con D’Ausilio e Lunetta protagonisti assoluti nella parte finale del match. Il quinto gol, una conclusione potente dal limite, e il sesto, arrivato su una ribattuta sotto porta, completarono una serata perfetta, suggellata da una prestazione corale che fece parlare di “tennis” più che di calcio.
Quel 6-0 resta uno dei risultati più eclatanti dell’intera stagione, ma rappresenta oggi soprattutto un riferimento emotivo più che tecnico. Il match di ritorno, infatti, avrà tutt’altro sapore. Al Zaccheria il Foggia, pur attraversando un momento complicato, proverà a sfruttare il fattore campo e l’orgoglio di una squadra che attualmente si trova in piena zona play out con 18 punti. I numeri raccontano di una formazione in difficoltà, con il secondo peggior attacco del girone fermo a 15 reti, meglio solo del Latina, ma proprio queste statistiche impongono al Catania di mantenere alta la concentrazione.
Se all’andata il divario tecnico e fisico apparve evidente, al ritorno servirà una prova più matura e concreta. Il ricordo della goleada del Massimino è ancora vivido, ma il calcio insegna che ogni partita fa storia a sé. Per il Catania sarà fondamentale trasformare quella brillante serata d’esordio in consapevolezza, affrontando una trasferta insidiosa con rispetto e determinazione, ben sapendo che a Foggia il copione sarà inevitabilmente diverso.