Catania, Andrea Dini: "Più che per uno 0-0, firmerei per un 5-4"

29-12-2025 10:12 -

Autore: Redazione

Numeri importanti, statistiche da vertice, dati che parlano persino un linguaggio europeo. Ma se si chiede ad Andrea Dini di raccontare la sua stagione, il portiere del Catania sposta subito il fuoco lontano dall’autocelebrazione. Collegato da Dubai per gli ultimi giorni di vacanza, Dini ha concesso un’intervista a La Sicilia che restituisce il profilo di un calciatore, più interessato al traguardo collettivo che ai primati personali.

Il bilancio dell’andata è eloquente: dieci partite casalinghe senza subire gol, nove vittorie e un pareggio, porta inviolata in quattordici gare su diciannove. Eppure, il messaggio che arriva dal numero uno rossazzurro è chiaro e spiazzante: "Più che per uno 0-0, firmerei per un 5-4".

Una dichiarazione che va dritta al cuore della sua filosofia: "Conta il risultato, i numeri poi restano fine a sé stessi se non accompagnati dall'obbiettivo comune".

Per Dini, infatti, anche i clean sheet non sono mai un fatto individuale: "La rete non è 'mia' ma di tutto il gruppo".

Una visione che torna quando parla della prima parte di stagione: "I numeri parlano da soli, è una cosa bella che va riconosciuta alla squadra. Ci rende fieri. Sappiamo quale deve essere la strada per arrivare fino in fondo".

Fondamentale, nel suo percorso, il lavoro quotidiano e il rapporto con lo staff tecnico: "Il rapporto è ottimo, ci confrontiamo tanto, in campo e anche al di fuori del lavoro quotidiano".

Così come il meccanismo difensivo, che cambia interpreti ma non rendimento: "Più che altro è il rapporto coi ragazzi che conta. Non solo il reparto arretrato, è la squadra che parte dalle punte e arriva fino al portiere. Basta una parola, non per forza un intervento di gioco, per salvare un gol".

Solido anche il legame con il collega di reparto, Bethers: "Klavs ha anche compiuto gli anni giorni fa, con lui ho un rapporto ottimo. Condividiamo la stessa camera durante i ritiri, abbiamo vissuto situazioni di lavoro molto uniti e questo per noi è un'opportunità di crescita. Un ragazzo di prospettiva, ha la mia stessa mentalità e ritrovo in lui un Dini di qualche anno fa".

Tra gli episodi simbolo dell’andata, Dini non sceglie una singola parata, ma un’idea di gioco: "Sono tante situazioni vissute sul campo. Si comunica tra noi, siamo a posto giusto al momento giusto tatticamente. Se una diagonale di rientro viene effettuata con i tempi giusti questo è frutto di un insieme di cose costruiti da tutti in allenamento. Ma se stiamo a ricordare i gol sventati faremmo notte. Ci sono particolari che a occhio nudo non si percepiscono ma che hanno il proprio peso".

Alla ripresa degli allenamenti, le sensazioni restano forti: "La vera sensazione è quella di esserci sempre come squadra. Quella di essere sulla strada giusta, c'è la voglia di respirare l'aria e di poter fare qualcosa di importante".

Emblematico il finale dell’anno, con il saluto ai tifosi sotto la pioggia dopo il successo sull’Atalanta Under 23: "Spero che anche loro siano orgogliosi di questo momento e di quello che stiamo facendo, accompagnati dalla città. Se viviamo un momento così importante non è solo merito della squadra; è anche dei tifosi. Da soli faremmo tanta fatica, in trasferta si sente la mancanza di chi ci ha incitati pure lontano da casa".

Presente anche il presidente Pelligra in tribuna: "Ogni volta che torna è sempre un piacere. Anche se da lontano non perde un minuto del nostro lavoro. Una volta di più ha visto e toccato con mano l'aria che si respira".

Sulla difesa che ruota senza perdere efficacia, Dini ribadisce: "Chiunque metta piede in campo fa di tutto per raggiungere lo standard, la vittoria. Ma veramente ognuno di noi spende fino all' ultima goccia di sudore per portare a casa la prestazione. La testa fa sempre la differenza".

E sulla corsa al vertice, con Catania e Benevento in testa: "La classifica, come ripete il nostro allenatore Toscano, dipende dal Foggia. Guardiamo al prossimo avversario e poi si vedrà. Pensiamo a noi e a portare a casa i tre punti sempre. Se vinci ogni gara alla fine vinci il campionato no? Io penso che dobbiamo rendere al meglio e offrirlo al pubblico".

Fuori dal campo, Dini vive il rapporto con la città in modo diretto, tra iniziative solidali e vicinanza ai tifosi: "Iniziative del genere mi fanno toccare realmente la città in tutte le sue forme. Se noi calciatori facciamo gioire chi sta meno bene o chi ci sostiene diventa una soddisfazione. Ora spero che i tifosi possano tornare a seguirci fuori casa".

Il legame con Catania è ormai profondo: "Non c'è cosa più bella, dopo l'allenamento, tornare a casa e stare bene. La mia compagna si è trovata subito a meraviglia, il rapporto con la gente è molto genuino. Si respira aria da città che vive di calcio e che ha i colori tatuati sulla pelle".

Un ritratto che va oltre i record: quello di un portiere che misura il proprio valore non dalle statistiche, ma dalla forza del collettivo.