Autore: Redazione
Con parole nette e senza concessioni alle polemiche, il presidente della Sviluppo Sud Catania, Pino Carbone, interviene pubblicamente per chiarire scelte, responsabilità e valori alla base del progetto sportivo rossazzurro. Un intervento che mette al centro la tutela degli atleti, la salvaguardia della categoria e la volontà di difendere lo sport e le persone, prima di qualsiasi interesse personale o campanilistico.
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Essere Presidente della Squadra di volley A2 maschile Sviluppo Sud Catania significa assumersi responsabilità, fare scelte difficili e metterci sempre la faccia”. È da questa affermazione netta che prende forma la presa di posizione del numero uno del club, intervenuto per chiarire il percorso, le decisioni e la visione che guidano il
progetto sportivo.Una
passione che, come sottolineato, “
nasce dal cuore, prima di qualsiasi appartenenza o interesse campanilistico”, e che ha portato a un impegno concreto in un momento particolarmente delicato per la società. “
Abbiamo salvato una categoria che era sull'orlo del fallimento, ridando vita e futuro a un progetto che meritava di continuare a esistere”, rivendica il Presidente, richiamando un
lavoro fatto spesso lontano dai riflettori ma determinante per la sopravvivenza del club.Al centro delle scelte operate, la
tutela degli atleti. “
Abbiamo scelto, ogni giorno, di proteggere i nostri atleti, mettendo la loro salute davanti a tutto”, ribadisce con fermezza, chiarendo come “
mai forzare un recupero, mai mettere a rischio il futuro sportivo di un ragazzo” sia stato un principio non negoziabile, “
anche quando sarebbe stato più ‘comodo' fare diversamente”.
Non manca il riferimento al
rapporto con il territorio. “P
ur non essendo catanese, ho imparato ad amare e rispettare questa città e la sua gente, mettendomi a disposizione con serietà e impegno”, afferma il Presidente, respingendo implicitamente
ogni dubbio sull'identità e sull'appartenenza del progetto. Anche la scelta logistica più discussa viene chiarita senza ambiguità: “
La decisione di far soggiornare la squadra fuori Catania è stata dettata solo da esigenze logistiche”, con la piena consapevolezza “
dei sacrifici e delle difficoltà di ambientamento vissute dai ragazzi”.
Alle
critiche rivolte alla squadra e alla società, la risposta è affidata ai fatti. “
A chi dice che questa squadra non si sente di Catania, che il roster non sia all'altezza o che non ci sia stata chiarezza, rispondo con il lavoro, la trasparenza e la coscienza pulita”, dichiara, tracciando una linea netta rispetto a ogni polemica.
Il messaggio conclusivo è forse il più emblematico e riassume l'intero senso dell'intervento: “
Qui non si difendono interessi personali. Qui si difendono lo sport, le persone e un progetto costruito con sacrificio e passione”. Una dichiarazione che intende chiudere il dibattito, riaffermando valori, responsabilità e visione di lungo periodo.