Il Catania in vetta tra sensazioni e polemiche: dà veramente fastidio?

16-12-2025 07:40 -

Autore: Redazione

Il primato del Catania nel girone C non è soltanto un dato sportivo. È diventato un tema, quasi un fastidio diffuso, che rimbalza da una piazza all’altra del Sud e accende polemiche che vanno ben oltre i novanta minuti. La Sicilia ha fotografato con lucidità questo clima, raccontando come ogni città legga gli stessi episodi con lenti completamente diverse.

A Potenza, ad esempio, l’attenzione si è concentrata sulla prestazione e sul risultato, mentre è passato quasi sotto silenzio il gol di Rolfini non convalidato nonostante il controllo FVS. Un episodio che, immagini alla mano, continua a sollevare interrogativi. Altrove, come a Salerno, il dibattito si è spostato sul recupero extralarge concesso nel finale di gara, ben 17 minuti, senza che si entrasse davvero nel merito delle continue interruzioni che lo hanno generato. A Benevento, invece, il momento del Catania viene osservato con distacco interessato, se non con un certo compiacimento.

In questo contesto si inserisce il ritorno in città di Ross Pelligra. Il presidente ha ribadito alla dirigenza un obiettivo chiaro: chiudere il girone d’andata al comando. Un messaggio che verrà trasferito alla squadra alla ripresa dei lavori e che conferma la linea societaria, orientata a guardare avanti senza alimentare polemiche pubbliche. La sua presenza al Massimino per la sfida con l’Atalanta U23 rafforza ulteriormente il segnale di compattezza.

Il malumore, però, resta palpabile tra i tifosi. Non tanto per la classifica, quanto per una serie di episodi che hanno inciso in modo concreto sul cammino rossazzurro. Sette punti lasciati per strada, tra errori arbitrali e mancanze proprie, rappresentano un fardello pesante. Ed è qui che La Sicilia introduce una riflessione centrale: una squadra che ambisce a vincere il campionato deve saper andare oltre le sviste, oltre un FVS tecnicamente limitato, oltre decisioni discutibili. La forza vera si misura anche nella capacità di imporsi nonostante tutto.

Il messaggio lanciato da Di Gennaro sui social va proprio in questa direzione. Non uno sfogo, ma una presa di posizione identitaria: rafforzarsi nelle difficoltà e non cercare alibi. Una linea condivisa dallo spogliatoio e dalla proprietà.

Resta però l’elenco degli episodi, che difficilmente può essere archiviato come semplice sfortuna: il rigore non concesso a Trapani, l’espulsione e il penalty contestato a Caserta, il fallo di mano non sanzionato a Casarano, fino al gol regolare annullato a Potenza. Quest’ultimo caso, proprio perché passato al vaglio della tecnologia, è quello che più di tutti alimenta perplessità.

Il giorno successivo è trascorso nel silenzio della sede etnea. Nessuna ulteriore dichiarazione, nessuna escalation verbale. Dal Palazzo, del resto, non sono arrivate risposte. Né dalla Lega, né dai vertici arbitrali, né da chi gestisce un sistema di supporto che in Serie C continua a mostrare limiti evidenti: recuperi interminabili, interruzioni continue, decisioni che restano immutabili anche davanti a immagini eloquenti.

Il quadro si complica ulteriormente alla luce delle notizie riportate dalle agenzie sul deferimento del presidente dell’AIA, Antonio Zappi, in relazione alle vicende che hanno portato al cambio dei vertici tecnici di Serie C e Serie D. Un contesto che contribuisce ad alimentare la sensazione di fragilità del sistema.

Il livello arbitrale resta un tema aperto, strutturale. Ma, come sottolinea La Sicilia, il Catania non può permettersi di vivere soltanto di rivendicazioni. Se questa squadra vuole centrare l’obiettivo finale, dovrà trasformare la rabbia in concretezza, segnare un gol in più e continuare a correre anche quando il vento soffia contro. Perché essere primi, a questo punto della stagione, non è solo un merito: è una responsabilità.