Il Catania lascia Potenza con un pareggio per 1-1 che, per quanto visto in campo, sta decisamente stretto ai rossazzurri. Le occasioni create non sono mancate, così come le condizioni favorevoli per indirizzare la gara dalla propria parte. Tuttavia, la squadra etnea non è mai riuscita a concretizzare in modo adeguato quanto prodotto, mancando quella lucidità e quella ferocia sotto porta che una formazione di vertice dovrebbe sempre garantire.
La partita si era messa subito sui binari giusti per il Catania, considerando l’inferiorità numerica del Potenza arrivata quasi immediatamente dopo l’espulsione di Bruschi. Una superiorità che, però, gli uomini di Toscano non sono riusciti a sfruttare appieno. Anzi, nella ripresa è stato il Potenza di De Giorgio a dettare un ritmo compassato, gestendo con intelligenza e ordine una situazione teoricamente sfavorevole, senza mai disunirsi.
Il rimpianto più grande resta legato all’episodio del gol annullato a Rolfini, una decisione che pesa come un macigno sull’economia del match. Nonostante immagini non perfette, la dinamica dell’azione sembrava piuttosto chiara: l’attaccante rossazzurro appariva in posizione regolare, alle spalle dell’ultimo difensore. La scelta dell’arbitro di non rivedere la propria decisione ha privato il Catania di una rete che avrebbe potuto cambiare radicalmente l’inerzia e l’esito della gara. Un episodio che fa rabbia, soprattutto alla luce di una partita che il Catania non è mai riuscito a chiudere, né a dominare con l’autorevolezza richiesta a una capolista.
In questo scenario trova terreno fertile il Benevento, che approfitta del mezzo passo falso dei rossazzurri travolgendo il Giugliano con un netto 4-0 e agganciando proprio il Catania in vetta alla classifica. Un turno di campionato sfavorevole per gli etnei, che perdono due punti sia nei confronti dei sanniti sia rispetto alla Salernitana, dilapidando così il piccolo margine accumulato sulle dirette inseguitrici.
Al netto delle recriminazioni arbitrali, il Catania è chiamato a un’analisi interna lucida e senza alibi. La sensazione è che la squadra abbia smarrito, almeno in questa occasione, quella capacità di imporsi e di “uccidere” sportivamente la partita nei momenti chiave. Il prossimo turno, che assegnerà il titolo platonico di campione d’inverno, rappresenterà un banco di prova importante e imporrà inevitabilmente riflessioni e possibili correttivi nel modo di interpretare le gare.
In chiusura, una parentesi che non vuole alimentare ulteriori polemiche, ma che resta difficile ignorare. Le dichiarazioni di Toscano nel post-gara, con dubbi apertamente espressi sul fatto che il Catania sia particolarmente sgradito in cima alla classifica, si inseriscono in un contesto già teso. A ciò si aggiunge una scelta quantomeno discutibile da parte della Lega Pro, che negli highlights ufficiali del match ha omesso gli ultimi due episodi contestati dai rossazzurri: l’annullamento del gol di Rolfini e quello di Pieraccini nel finale. Un dettaglio che contribuisce ad alimentare interrogativi e malumori, in una giornata che per il Catania si chiude con più domande che risposte.