Il Catania si avvicina alla trasferta di Potenza con la consapevolezza di chi sa di avere molto da difendere. L’ultima gara esterna del girone di andata non è soltanto un passaggio di calendario, ma un banco di prova significativo per una squadra che, giornata dopo giornata, ha dimostrato di saper reggere il peso delle ambizioni. L’obiettivo è chiaro: mantenere la vetta e consolidare certezze tecniche e mentali.
Come evidenziato anche da La Sicilia, Mimmo Toscano non è orientato a rivoluzioni. Le scelte delle ultime settimane hanno dato risposte convincenti e il momento suggerisce continuità più che sperimentazione. Il 3-4-2-1 resta l’abito tattico di riferimento, con una struttura ormai riconoscibile e interpreti che stanno crescendo in sintonia.
La linea difensiva, guidata da Di Gennaro, continua a offrire garanzie, così come la corsia destra, dove Allegretto ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano con prestazioni affidabili. Davanti a Dini, il reparto arretrato appare sempre più compatto, segno di un lavoro quotidiano che va oltre il singolo risultato.
Il vero perno, però, torna a essere il centrocampo. Il rientro di Di Tacchio rappresenta molto più di un semplice recupero: il capitano è il riferimento tattico ed emotivo della squadra, l’uomo che detta i tempi e garantisce equilibrio nelle due fasi. Attorno a lui Toscano potrà scegliere, per una volta, senza l’assillo dell’emergenza: Corbari e Quaini si contendono una maglia, entrambi con argomenti validi per partire dall’inizio. Una concorrenza minima, ma significativa rispetto a qualche settimana fa.
Sugli esterni, Casasola e Lunetta sono chiamati a garantire spinta e copertura, mentre sulla trequarti Jimenez e D’Ausilio agiranno alle spalle di Forte, terminale offensivo incaricato di capitalizzare il lavoro della squadra. Un assetto che punta più sull’equilibrio che sull’assalto, consapevole delle difficoltà ambientali e dell’organizzazione del Potenza.
Capitolo convocazioni: le indicazioni portano verso il rientro, seppur parziale, di Pieraccini, Donnarumma e Martic. Nessuno dei tre è ancora al massimo, ma la loro presenza amplia le rotazioni e restituisce margini di gestione, soprattutto nella parte finale della gara. Un segnale positivo per lo staff e per il gruppo, che inizia a vedere ridursi l’elenco delle assenze.
Il Potenza, dal canto suo, arriva all’appuntamento con entusiasmo, forte del cammino in Coppa e del sostegno del proprio pubblico. Contro la capolista, le motivazioni non mancheranno e Toscano lo sa bene: per questo, durante la settimana, ha insistito su attenzione, collaborazione e sacrificio, aspetti imprescindibili per una squadra che vuole restare al comando.
Il Catania ha già dimostrato di saper soffrire e di saper colpire nei momenti chiave. Il primato conquistato fin qui è il frutto di segnali chiari e continui lanciati dal gruppo. Il cosiddetto “titolo d’inverno” non assegna punti, ma chiudere il girone di andata davanti a tutti avrebbe un valore simbolico forte. A Potenza, più che lo spettacolo, conterà la maturità.