L’argentino Tiago Casasola si è preso il Catania con professionalità, carattere e rendimento costante. Il giocatore ha raccontato se stesso e il momento della squadra in un’intervista concessa a La Sicilia, nella quale emergono equilibrio, consapevolezza e grande rispetto per una piazza che vive di calcio. L’esterno rossazzurro ha spiegato di aver toccato subito con mano il peso della storia incontrando uno dei simboli del passato: Mariano Izco. "Mi ha dato consigli ottimi, gli altri grandi nomi li conosco per fama. Ma so quanto bene abbiano fatto in questa città".
Il momento positivo del Catania non viene però vissuto con superficialità. Casasola invita a non farsi prendere dall’euforia nonostante il primato: "Il primato a Catania è giusto che lo possano apprezzare i tifosi. Ma non bisogna andare troppo su di giri perché il campionato è lungo e difficile. Sta a noi calciatori alimentare l'entusiasmo". La vittoria passa anche dall’ambiente che si respira al Massimino, dove le coreografie mostrate contro il Crotone lo hanno colpito profondamente: "Entro in campo e uno sguardo alle tribune si dà sempre. Ripensandoci mi viene la pelle d'oca. Catania ha un tifo caloroso, bello e incredibile per questa categoria. Componente per cui cerchiamo di andare oltre i limiti".
Il fattore campo sta diventando un punto di forza, ma senza mai perdere il senso della misura: "Si è creato un rapporto bello da alimentare con i risultati, senza cullarci su quello che è stato costruito fino a oggi. Dopo il giro di campo ci concentriamo subito sulle partite che verranno". Durante il ritiro di Norcia, Casasola ha capito di essere entrato in un progetto ambizioso: "L'impostazione mi ha fatto pensare a un gruppo ambizioso. Sia coloro che erano rimasti dalla stagione precedente sia noi che siamo arrivati da altre squadre".
All’interno dello spogliatoio convivono esperienza e voglia di riscatto. Il gruppo proveniente dalla Ternana ha portato entusiasmo e determinazione: "Io, Cicerelli e Aloi abbiamo una voglia di rivincita dopo i risultati della stagione passata. C'è rabbia dentro, i vecchi ci hanno introdotto nell'ambiente con la loro esperienza, noi nuovi abbiamo portato carica e quella rabbia da trasformare in agonismo". Centrale anche il rapporto con l’allenatore Domenico Toscano: "Toscano allena per il secondo anno il Catania e conoscendo la piazza gestisce bene tutto il gruppo squadra".
Sul piano tattico Casasola si è messo completamente a disposizione, dimostrando duttilità: "Nell'under 20 interpretavo quel ruolo, ma da esterno di centrocampo riesco a fare quello che mi chiede Toscano. Mi metto a disposizione di tutti per il bene della squadra". Una mentalità costruita in anni di carriera importanti: "Nell'Huracan e nel Boca, con le giovanili argentine, con il Fullham ho accumulato una grande esperienza. I mondiali U20 mi hanno aiutato a crescere. Ringrazio ancora Umberto Grandona, in squadra c'erano anche Simeone jr e Correa".
Lo sguardo resta fisso sull’obiettivo finale, senza lasciarsi distrarre dai traguardi intermedi: "Vincere una tappa volante non ha mai portato a titoli in maniera definitiva. Preferisco arrivare in fondo senza pensarci. Restare in cima a dicembre può essere uno step". Forte anche il legame con i compagni che stanno attraversando momenti difficili per infortunio: "Abbiamo un legame profondo con chi sta recuperando. Sono tutti con noi, li sento spesso. Idealmente scendono in campo al nostro fianco. Ho provato tanta amarezza nella gara contro il Latina".