EDITORIALE - Toscano fa il capolavoro: Catania solido, Crotone annullato

06-12-2025 10:57 -

Autore: Andrea Mazzeo

La vittoria del Catania sul Crotone per 2-0 non è soltanto un risultato pesante, ma anche un segnale forte, quasi definitivo, sulla maturazione di una squadra che fino a poche settimane fa sembrava vivere ancora dentro un cantiere aperto. Sulla carta, la sfida ai pitagorici si presentava come una delle più insidiose del momento, complicata ulteriormente da un numero quasi imbarazzante di defezioni che hanno costretto Mimmo Toscano a scegliere non l’undici migliore, ma probabilmente l’unico possibile. In panchina i ricambi erano praticamente azzerati: oltre al portiere Bethers, soltanto Stoppa, Rolfini e Caturano, un Raimo appena rientrato e con autonomia ancora ridotta, e i giovani Doni, Forti e Quiroz, tutti prospetti da lanciare con giudizio e certamente non nella partita sulla carta più complessa del periodo.

E invece il verdetto del campo ha scritto una storia completamente diversa. Il Catania ha sfoderato una prestazione di personalità, coraggiosa, continua, mostrando quella maturità emotiva e tattica che fino a poco tempo fa pareva non appartenere ancora al DNA rossazzurro. Sorprendente anche l’atteggiamento in panchina dello stesso Toscano: nervoso, energico, quasi tarantolato nella sua partecipazione emotiva alla gara, come se anche lui avesse percepito che quella contro il Crotone poteva essere una tappa rivelatrice, una prova di forza identitaria.

La difficoltà vera, oggi, sta nel trovare una pagella capace di fotografare la partita dei singoli. Ieri quasi nessuno ha sbagliato, nemmeno chi — per forza di cose — ha avuto finora poco spazio. Allegretto, per esempio, ha giocato un’altra gara di grande solidità, senza far rimpiangere Ierardi. D’Ausilio ha addirittura fatto stropicciare gli occhi ai tifosi nel momento del magnifico assist per Lunetta. Ma la verità è che la prova del Catania è stata corale, organizzata, intelligente. Nulla era scontato, perché l’avversario aveva tutte le carte in regola per complicare i piani della capolista. E invece la trasformazione camaleontica in fase di non possesso, con quel 5-3-2 corto e aggressivo, ha tolto completamente il fiato alla squadra di Longo, fino a imbrigliare del tutto il capocannoniere Guido Gomez, praticamente annullato.

La vittoria, ancora una volta maturata nei primi minuti di gioco con un cinismo degno di una grande squadra — esattamente come già accaduto con Latina e Picerno — non è solo un risultato, ma una dichiarazione d’intenti. La sensazione sempre più evidente è che i calciatori abbiano interiorizzato il messaggio più importante: il vero avversario non è la squadra di turno, ma l’eventuale atteggiamento errato con cui si entra in campo. Il Catania che approccia bene le partite diventa una macchina quasi perfetta, solida dietro, mortifera davanti, capace di controllare l’inerzia dell’incontro senza mai perdere lucidità.

Ora i tifosi possono godersi un weekend sereno, in attesa di scoprire cosa faranno Benevento, Salernitana e Cosenza. E lo fanno con una consapevolezza nuova: nel peggiore dei casi, a fine giornata il Catania resterà comunque a +2 sui sanniti. Non è un dettaglio, ma un messaggio rassicurante per una piazza che ha imparato troppo spesso a guardarsi alle spalle.

A due partite dal termine del girone d’andata, l’ipotesi di laurearsi "campioni d’inverno" — titolo simbolico, certo, ma significativo — non è più un sogno lontano. È una possibilità concreta, che racconta meglio di qualsiasi analisi quanto questa squadra abbia cambiato pelle. Con qualche innesto mirato nel mercato imminente, necessario per sopperire a chi difficilmente rientrerà prima della volata finale, il Catania sembra avere tutte le carte in regola non solo per restare in vetta, ma per provare a divorare il campionato. E questo, forse, è il segnale più potente che la notte del Massimino ci consegna: il Catania è diventato grande, e ora lo sa.