Fiorello e la maglia del Catania: “Chista ma sabbu” a La Pennicanza

04-12-2025 09:26 -

Autore: Redazione

La scena, raccontata da La Sicilia, si apre nel backstage di “La Pennicanza”, il programma di Rai Radio2 che Fiorello anima con la consueta verve contagiosa. È lì che lo showman, nel momento esatto in cui riceve in dono la maglia del Catania, lascia partire senza filtri un entusiastico: “Chista ma sabbu”. Un’esclamazione genuina che anticipa un siparietto di quelli che solo lui sa creare, complice la presenza di Giuseppe Sapienza, responsabile della comunicazione del club rossazzurro, in trasmissione con un pacchetto extralusso tra le mani. “Che bella sta maglia, come minimo la Sicilia pubblicherà una pagina, nello sport”, scherza Fiorello. E infatti, come nota il quotidiano, la previsione si è avverata rapidamente.

La confezione non resiste più di qualche secondo alla curiosità del conduttore, che la strappa senza troppi complimenti, facendo volare brandelli di carta rossa e azzurra. Una volta tirata fuori la maglietta, decide subito di provocare un suo autore palermitano, dichiaratamente tifoso rosanero. “Talè, talè”, lo prende in giro imitando la sua cadenza. “Talé che bella”. L’altro, naturalmente, finge di non apprezzare: “Non la voglio”. Ma Fiorello affonda il colpo con l’argomento “di sangue”: “Ma siamo cugini, dai, siamo della stessa Regione”. Il collaboratore ribatte: “Ma noi siamo in Serie B…”. Lo showman, imperterrito: “Siamo cugini. Alla lontana ma cugini”. Uno scambio che continua a far sorridere proprio perché alterna le due cadenze siciliane, con Fiorello che cambia voce come fosse la cosa più naturale del mondo.

Prima di tornare serio – o almeno provarci – afferra di nuovo la maglia e se la rigira tra le mani, ammirato: “Ma è proprio bella, chista ma sabbu. Questa la conservo”. È solo allora che, come ricorda ancora La Sicilia, decide di raccontare un ricordo d’infanzia rimasto inciso nella memoria: “Nel 1970-71 (era il 28 marzo 1971, ndr) papà mi portò allo stadio per assistere a Catania-Inter e proprio quello fu l’anno in cui il Catania disputava la Serie A. Poi come tutti i picciriddi eravamo divisi tra juventini, interisti, milanisti. Però restavamo soprattutto sostenitori del Catania. E fu quell’anno che diventai tifoso dell’Inter”. Parole che mescolano memoria, identità e un pizzico di nostalgia.

Da lì il gioco riparte, perché con Fiorello la leggerezza è sempre dietro l’angolo. Sapienza gli domanda se la misura sia quella giusta, e Fiorello coglie la palla al balzo lanciando di nuovo la maglia all’autore palermitano: “Mettila sopra il giubbotto così è perfetta”. Poi, rivolgendosi al pubblico: “Questo è un super tifoso del Palermo, noi siamo cugini alla lontana”. L’autore insiste: “Ma noi siamo in B”. E lui ribatte: “Ma dai, siamo amici corregionali”. Infine, l’invito al gesto di pace: “Amici di Catania, vogliamo salutare il tifoso del Palermo che lavora con noi?”. E al collaboratore: “Faccillu un saluto agli amici di Catania”.

Poco prima dell’inizio della diretta arriva un’altra richiesta, anch’essa riportata da La Sicilia: “Questo (filmato e dialogo, ndr) lo vogliamo su La Sicilia, nello sport”. Sapienza conferma: “Come minimo una pagina”. Fiorello rincara: “Guarda che la Pennicanza e La Sicilia sono così”, mimando la vicinanza di due dita. E il ringraziamento finale, alla maniera più affettuosa possibile: “Sapienza è venuto alla Pennicanza dove non si dorme. E ti ringrazio cututtuucori come dice il nostro amico Salvo. Talè, matri mia. Ma che bella sta maglietta”. Il riferimento è naturalmente a Salvo La Rosa e al suo celebre hashtag #cututtuucori, un marchio che lo showman ha voluto omaggiare.

Poi lo sfogo di identità rossazzurra: “Macca Liotru”, l’urlo che Fiorello dedica ai tifosi del Massimino e che non ha certo bisogno di spiegazioni. E infatti, una volta in onda, lo showman racconta immediatamente il regalo ricevuto: “Mi ha portato una maglia del Catania che è primo in classifica in Serie C”, ringraziando ancora la società e Sapienza.

Non è la prima volta che Fiorello cita La Sicilia all’interno delle sue dirette: ha parlato del ritorno del giornale nelle edicole di Milano e Roma, ha scherzato sullo spot con Diletta Leotta e si è divertito commentando titoli di cronaca sui “zozzoni” o “sporcaccioni”, ribattezzati con il suo inconfondibile tratto “futusi e ingrasciati”. Adesso, come da sua stessa richiesta, la pagina esiste davvero: il Fiorello rossazzurro, la maglia personalizzata, il dialogo con il Catania e il saluto ai tifosi e a “Salvuccio” La Rosa. Una scena nata come gioco e diventata, inevitabilmente, uno spettacolo.